Linee di indirizzo biennio 2026/2028

Le specificità della filantropia comunitaria e gli obiettivi strategici

Le Fondazioni di Comunità, così come tutte le altre Fondazioni, nascono per utilizzare un capitale al fine di realizzare gli scopi della Fondazione. Tuttavia, le Fondazioni di Comunità, in misura forse maggiore che altre tipologie di Fondazione, lavorano a partire da un capitale che non è solo finanziario, ma anche relazionale, reputazionale, di conoscenze e competenze.

Le Fondazioni di Comunità operano per accrescere questo capitale nelle sue molteplici forme e per metterlo al servizio della risoluzione dei problemi collettivi di una determinata comunità/territorio.

Fondazione di Comunità del Canavese è cresciuta in questo decennio in particolare sul piano delle risorse relazionali e reputazionali: è protagonista di molti progetti, è interlocutore riconosciuto nel territorio sui temi del Dopo di noi, del Disagio giovanile, della Povertà educativa. È in dialogo con gli attori pubblici – in primis i Consorzi e i Comuni di maggiori dimensioni, a partire dal Comune di Ivrea – nonché con il fitto tessuto associativo e della cooperazione sociale.

Fondazione di Comunità del Canavese – al pari di numerose altre Fondazioni di Comunità, come ha reso evidente l’incontro tra le Fondazioni di Comunità Piemontesi organizzato a Ivrea il 23 maggio 2025 – si propone sempre più come attore capace di individuare e selezionare problemi di natura collettiva, costruire percorsi di confronto e co-progettazione con gli attori del territorio, formulare progetti per affrontare le problematiche poste al centro della sua azione.

Fondazione di Comunità opera anche esplorando gli strumenti attivati in altri territori e provando ad individuare soluzioni con forti contenuti di innovazione per il territorio canavesano: così è stato ad esempio con il lavoro per diffondere lo strumento dei Patti Educativi di Comunità, con la costituzione di un Fondo di Garanzia per l’Abitare, con alcuni interventi proposti nell’ambito del Dopo di Noi, con il progetto Canavese Comunità Competente di prevenzione del disagio psichico dei giovani e da ultimo con il progetto Bold di prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare.

Vogliamo proseguire nel prossimo triennio su questo percorso di crescita e di rafforzamento delle nostre risorse – e in particolare di quelle per noi più critiche: finanziarie, di conoscenza, organizzative – per consolidare un ruolo di attore propositivo sul territorio, con una capacità progettuale e di impatto sul sistema di welfare locale.

Intendiamo operare per produrre un cambiamento sistemico sui problemi posti al centro della nostra azione. L’intervento sulla povertà educativa e sulla dispersione scolastica punta, attraverso lo strumento dei Patti Educativi di Comunità, a costruire contesti maggiormente capaci di favorire l’inclusione, il successo scolastico e la valorizzazione dei diversi talenti degli allievi e allieve delle scuole del Canavese, anche accompagnando l’evoluzione del ruolo docente; l’intervento sul disagio giovanile è orientato a strutturare un sistema territoriale in grado di intercettare precocemente gli elementi di disagio e intervenire con maggiore efficacia (progetto Canavese Comunità Competente), ovvero a diffondere una cultura della prevenzione (progetto Bold); l’intervento sull’emergenza abitativa è indirizzato a definire uno strumento – insieme ad altri partner – per intervenire in maniera strutturale per favorire l’accesso alla casa per soggetti con capacità reddituale ma con elementi di fragilità economica o vittime di stigma (Fondo di Garanzia per gli affitti); l’intervento sul Dopo di Noi è indirizzato a costruire una cultura dell’autonomia e della vita indipendente, a partire dalle famiglie con minori portatori di disabilità;  l’intervento sull’associazionismo è indirizzato a produrre un rafforzamento strutturale del tessuto associativo del territorio.

Intendiamo orientare la nostra azione adottando alcune parole chiave caratterizzanti:

  • condivisione, al nostro interno e con gli attori territoriali, delle priorità e delle modalità di intervento;
  • fiducia nelle persone come fondamento della cooperazione e della valorizzazione delle risorse presenti al suo interno e sul territorio;
  • autenticità, come capacità di dichiarare e perseguire i nostri obiettivi, ma anche di riconoscere i nostri limiti ed errori;
  • corresponsabilità, come sforzo di costruire percorsi e processi di intervento insieme ad ampie reti di soggetti presenti sul territorio, in relazioni improntate al confronto su di un piano di parità.

 

Orientamenti operativi

L’impostazione sopra delineata si traduce in alcune scelte che intendiamo perseguire su di un piano più operativo:

  1. Individuare i campi di intervento prioritari. Produrre cambiamento sistemico richiede tempo e costanza dell’intervento, è per questo che abbiamo individuato alcuni campi di intervento da assumere come prioritari per la nostra azione: Povertà educativa e Patti educativi, Dopo di Noi, Emergenza abitativa e Povertà Economica, Giovani. Questo naturalmente non significa non essere disponibili a individuare e intervenire su altre emergenze del territorio, costruendo nuove progettualità ed esperienze, ad iniziare dal tema degli Anziani su cui vorremmo avviare prime riflessioni ed interventi;
  2. Articolare il bilancio, anche nella sua forma pubblica, in fondi dedicati alle aree di intervento prioritario; i fondi dedicati devono divenire lo strumento principale con cui sollecitare il dono – in forma mirata, focalizzato su specifiche problematiche – così come possono essere lo strumento per fissare gli obiettivi dell’azione della Fondazione e raccontare i risultati conseguiti;
  3. Migliorare gli strumenti di conoscenza del territorio e di analisi dei bisogni, sia rafforzando i rapporti con la base sociale e con l’associazionismo, che è antenna sensibile dei bisogni sociali, sia rendendo continuative forme di confronto e co-progettazione con gli attori del territorio;
  4. Proseguire l’intervento a sostegno dell’associazionismo con un ruolo maggiormente proattivo, che vede nello strumento del Bando uno strumento meno fondamentale rispetto ad altre forme di sostegno: campagne di reclutamento di nuovi volontari; individuazione e segnalazione di bandi di potenziale interesse delle associazioni; accompagnamento alla redazione e presentazione di progetti – anche in taluni casi mettendo a disposizione risorse a copertura del co-finanziamento eventualmente richiesto dal bando; organizzazione di campagne di crowdfunding;
  5. Consolidare ed estendere il sistema delle relazioni, anche per rendere maggiormente equilibrata la presenza di Fondazione di Comunità sui diversi territori in cui si articola il Canavese. In questo quadro, vogliamo indirizzare uno sforzo particolare verso le Fondazioni attive sul nostro territorio – Fondazione Ruffini, Fondazione Committo, Fondazione Brunod – con le quali intendiamo costruire ovvero consolidare relazioni ed alleanze. Grande impegno andrà altresì dedicato al mondo delle imprese, con cui dobbiamo costruire solide collaborazioni proponendoci come partner strategico e intermediario filantropico, al servizio di quelle aziende che intendano agire in particolari ambiti problematici ispirandosi ai principi della Responsabilità Sociale di Impresa.

 

Investire sullo sviluppo di risorse e capacità

In ultimo, ma non per importanza, uno sforzo significativo dovrà essere dedicato nel prossimo triennio a consolidare la struttura organizzativa della Fondazione, oggi troppo fragile e con capacità operative limitate.

Vogliamo operare per:

  1. Costruire conoscenza e competenza: ampliare il numero degli esperti con cui collaborare nei diversi settori individuati come prioritari; consolidare le collaborazioni con i consulenti con cui abbiamo già durature collaborazioni; investire sulla struttura organizzativa e sul personale dipendente, anche in termini di formazione;
  2. Lavorare sulla base sociale, sia nel costante sforzo di ampliarla, ma soprattutto esplorando modalità per dare maggiore voce ai soci – fondatori e sostenitori;
  3. Estendere e consolidare le attività di valutazione, in coerenza con l’impostazione della filantropia strategica, anche individuando partner portatori di competenze tecniche con cui costruire collaborazioni continuative e specialistiche rispetto ai diversi ambiti del nostro intervento.

 

Il Consiglio di Amministrazione di Fondazione di Comunità del Canavese

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